News

Alla pausa fiduciosi. Attendendo il Thun.

7 punti in altrettanti incontri. Media che “à la rigueur” se mantenuta ci porterebbe dritti dritti alla salvezza. Certo, per discorsi del genere è presto, troppo presto, ma le brezzoline serali che ci stanno accompagnando da qualche giorno preannunciano l’autunno. E con lui il primo momento di bilanci intermedi.

Facciamo intanto un confronto. L’anno scorso 8 punti era il bottino sotto le feste natalizie: una stagione nata male, finita orribilmente, salvata solo dalla dabbenaggine “giuliniana”. Difficile fare peggio, obbietterà qualcuno. Vero, ma se controlliamo bene, possiamo vedere che c’è chi è messo davvero maluccio. Dietro Chiasso (in ripresa) e Wohlen (in picchiata), sono a -5. Appena davanti il Lugano ha solo due punti di vantaggio, roba che se noi si va a vincere a Cornaredo tra una ventina di giorni…

Vabbeh, torniamo a guardare tra le nostra mura, che è meglio. Puntellato a dovere dagli arrivi di Mariano, Kofi, Stipe, Raul e Roman, il nostro undici è assolutamente competitivo. Nell’attesa che Drilon torni a essere quello che sa essere, il buon Stefano (Maccoppi) ha un solo assillo, ossia quello della panchina corta. Che non è un busillis da poco, visto che a disposizione, al netto di defezioni varie, non ci sono che 15-16 ragazzi. Adesso con l’infortunio del Pani dietro, cominciamo già a boccheggiare. Calcolando che alcuni dei nostri stanno pericolosamente accumulando cartellini gialli, urge assolutamente ingaggiare qualcuno. Ma chi di grazia? Il mercato per gli svizzeri è chiuso, quello per gli stranieri durerà ancora poco. Preghiamo quindi che la Dea Bendata e quella in giacchetta nera ce la mandi buona, almeno fino a Natale.

Tra un paio di settimane intanto arriva al Lido l’Euro-Thun, per il secondo turno principale della “Coppa Svizzera Würth” (che brutto, era meglio il classico “Trofeo Sandoz”). Ammettiamolo subito: se gli “Oberlander” saranno quelli visti all’opera contro i campioni serbi del Partizan non ci sarà trippa per gatti. Ricordiamoci però come il Basilea se la dovette sudare in quello splendido pomeriggio dicembrino dello scorso anno: prendere ispirazione da quella prestazione sarebbe un ottimo viatico. Poi succeda quel che succeda.

L’importante, e su questo non si dovrebbe nemmeno transigere un sol secondo, è che a seguire quel cimento ci sia una cornice almeno degna: che s’arrivi perlomeno alle 4 cifre (s’intende al migliaio) di presenti. Innanzitutto perché i ragazzi lo meritano, poi perché, fino a prova del contrario, a scendere al Lido sarà una delle 3 squadre che difenderanno i nostri colori nazionali nelle Coppe europee. Insomma, se Zeus, che tutto può e tutto comanda sulla meteo, sarà clemente, non ci saranno scuse per non venire. L’Ambrì è a Ginevra, il Lugano a Rapperswil. Non ci sono partite dei minori. La temperatura sarà più che gradevole. Al limite prendetevi un dolcevita sulle spalle e prendete la via del Lido. Non ne rimarrete pentiti. OR