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Siamo nooooiiiiii….

“Siamo noiiiii, siamo nooooi. Eee la Squadra del Ticino siamo Noiiiiiii”. L’urlo di qualche temerario si è innalzato distintamente nel cielo stellato di Cornaredo ieri poco dopo il fischio finale dell’incazzoso Fedayi San (ma sarà stato per il voto anti-burqa?). E tutti in quel momento ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere. Ma come? Con le pezze sul di dietro, con 4 riserve in panca e con la trasferta fatta con le macchine private adesso siamo la prima squadra del Ticino pallonaro? È tutto dire. Non sappiamo nemmeno se stiamo ridendo amaro o che: non è normale, è fuori dal mondo. Come non è normale che per l’ennesima volta, come giustamente e anche un po’ rassegnatamente fatto osservare dal presidentissimo S.G., noi siamo cagione della partenza di un tecnico dalla panchina bianconera. È come se perdere dal Locarno sia una specie di disonore supremo “l’apice della disgrazia, la sintesi dell’apoteosi della schifezza” (Diego Abatantuono cit.).

La partita noi l’abbiamo vinta prima di entrare in campo: eravamo pronti, coscienti della nostra forza e dei nostri limiti, pronti a stringerci attorno ai pochi rimasti per la falcidie dovuta ad assenze e squalifiche. Invece ancora nell’immediato post-partita c’era chi dalla sponda bianconera si lamentava perché a giocare terzino c’era Forzano, che terzino non è, e Basic, che centrale non è. Senza dimenticare che in panchina non c’era nemmeno spazio per uno spillo, mentre sulla nostra per riempirla c’abbiamo dovuto mettere anche il Borlin e il Libe… Ecco come l’abbiamo vinto il derby: con la testa.

Adesso come andrà avanti non si sa: i prossimi ostacoli saranno tutti ardui da scavicchiare. Quel che è certo è che per il momento ci si gode almeno un bel pacchetto di fatti incontrovertibili: il +8 sulla riga, il primo posto del calcio cantonale, la certezza di avere una squadra con gli attributi e, permettetecelo, la forza delle idee. Abituati a fare le nozze coi fichi secchi, al Lido il progetto c’è e va avanti da quasi tre lustri: altrove si bercia contro il Team Ticino, o ancora lo si invoca quando fino a ieri lo si sbertucciava. Qui si lavora: consci che più di così non si potrà mai fare. Insomma, si spinge l’Athletic Ticino, ma allo stesso tempo si fa ben(issimo) col poco che si ha. E se c’è chi è la prima forza con così poco, forse qualcosa di buono c’è.

Nossignori, non è il mondo al contrario: si chiamano scarpe grosse e cervello fino. Prendere nota pf. o.r.