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Buon punto dopo un derby così così

Non è stato il derby più bello della storia, questo è sicuro. Come non è neppure stato quello più seguito (appena sopra i 1100 i presenti). E avrebbe pure potuto essere anche quello della beffa finale, se San Ulisse Pelloni non fosse volato a mo’ di falco su un’incornata che sembrava destinata a consegnare nelle mani degli ospiti una vittoria, ammettiamolo, che sarebbe stata tutto fuorché immeritata.

Eh sì, è stato un derby così, più da giocare di spada che di fioretto, contro dei sottocenerini già ritemprati dalla “cura Livio”, che noi conosciamo bene e che è fatta di lavoro, energia, voglia di fare e attaccamento alla causa. Il buon “Verzasca” ha messo in campo un Lugano che è parso quadrato e con alcune idee degne di nota. Unico neo, e permettetecelo, Sadiku sembra un fantasma. Spiace vederlo così: ha perso il sorriso l’Armando, l’abbiamo visto giù. E se l’Armando è giù, talmente tanto da non parlare con la tele alla fine, vuol dire che non sta bene. E se non sta bene forse è il caso di lasciarlo partire… Ma questa è un’opinione del tutto personale, sia chiaro.

Passiamo alle nostre file: la difesa ha tenuto l’urto, ancorché messa a dura prova dall’uscita anticipata dell’Olindo (brutta botta alla capoccia, fortunatamente subito riassorbita). È entrato il Pani, ancora convalescente, che ci ha dato dentro malgrado il dolore: eroico! A metà, spostato il Mariano appena davanti alla retroguardia per l’assenza del Magio, abbiamo fatto fatica, perché uno come il losonese non lo si regala a nessuno e perché di incontristi ce n’erano pochi. L’ha fatto bene il Pigna (arrivato in punti di piedi ma sempre più prezioso), ci ha provato ogni tanto il Marko, ma a dire la verità lì abbiamo ballato. Davanti si sono dannati come dei diavoli sia il Roman che il Drilon, ma se non arrivano palloni è grigia.

Adesso due settimane per recuperare fiato e infortunati, in mezzo la bella sfida della Pinetina contro l’Internazionale di Milano, e poi la trasferta contro l’incazzoso Sciaffusa, un punto in due partite e forse la fatica che inizia a farsi sentire. Sarà un’altra partita di trincea, contro l’attacco atomico formato da un uomo solo ma che ne vale almeno 3, il Patrick Rossini. La difesa è battibile, ma due settimane fa ci hanno mazzuolato, eccome. Sta a Stefano Maccoppi trovare le contromisure e ai nostri ad applicarle. Facile da dire, meno da fare.

Intanto siamo a più cinque dalla riga e questo fa proprio bene: l’anno scorso eravamo già moribondi, adesso siamo vivi più che mai. Si vende cara la pelle, non si regala nulla. E dovrà essere così ancora per altre 27 battaglie. Hai detto niente… o.r.