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Male per Dio!

Alla vigilia dell’impegno contro il Winterthur avevamo chiesto di andare a punti perché poi gli impegni seguenti sarebbero stati a dir poco improbi. E invece che ti combinano i Boys? Partitaccia contro i leoni, conseguente giusta e fors’anche troppo mite mazzata e pauroso salto all’indietro. Sotto che aspetto? Sotto tutti gli aspetti.

Eppure il Dio della rotolante sfera sembrava ben disposto: dopo un primo tempo giocato nella nostra ultima ventina di metri e dopo che gli avversari s’erano divorati almeno una mezza dozzina (stima per difetto) di occasioni, ecco che il Mariano ti indovina il Sonntagsschuss (anche se era sabato) ed il pari è cosa fatta. La sveglia? Niente da fare: al rientro in campo peggio che andare di notte. Sistema difensivo allegro, maglie larghe, difensori a farfalle, centrocampisti molli, attaccanti spuntati. Ed ecco che i placidi zurighesi ci infilzano come un maialino e ci cuociono a fuoco lento, andando in rete con una facilità da far spavento.

No raga, si può perdere ma non così. Una cosa rincuora: è solo la prima che va così male. Facciamo però che sia anche l’ultima. Perché dal torneo rionale di ciapanò si è appena disiscritto il Lugano, che per nostra ventura ha battuto il Wohlen. Gli argoviesi al pari nostro e dei cugini rossoblù persistono nel parteciparvi, per fortuna. Ripeto: non so quando durerà ancora. Quindi adesso fuori i cosìdetti: boys, a Vaduz in casa della capolista sabato, vogliamo punti. Uno, tre: è uguale. Arrivateci come volete, anche facendo varcare ai palloni la frontiera tra il principato e la confederazione, arrampicandosi sui merli del castello principesco, assaltando le sedi della Lichtensteinischer Banko come cispa si dice. Insomma, fate di tutto ma andate a punti!

Fra un po’ si va a Wohlen: non facciamo che quella diventi una sfida da panico totale: andiamoci almeno con un cuscino un po’ comodo. Quattro punti non lo sono. Proprio no…o.r.