Partite

BSC Old Boys - FC Locarno 0:1

Rete: 86’ Eschmann.
Old Boys: Oberle; Leuthard, Limanaj, Akdemir, Mahrer; Teichmann, Akbulut, Gutierrez, Müller; Kalayci (70’ Andonov); Barry (74’ Golos).
Locarno: Kurz; Loiero, Quadri (77’ Eschmann), Perazzo,Flena; Regazzi, Bilinovac (93’ Zubcic), Maggetti, Simic (66’ Stojanov); Rodriguez, Zivko.
Arbitro: Alessandro Dudic.
Note: 300 spettatori. Locarno senza l’infortunato Becchio. Ammoniti: 23’ Simic, 36’ Gutierrez, 41’ Mahrer, 53’ Perazzo, 55’ Loiero, 83’ Akdemir, 89’ Rodriguez.


Sale il Lago Maggiore. Lento, inesorabile, ma con la sicurezza di volersi riprendere quel che è suo. Esattamente come il nostro beneamato. Una crescita costante, calma ma sicura. Che ci ha portato a riappropriarci di quello che potenzialmente è nostro, checché ne dicano le cassandre e i malfidenti. Siamo sopra la riga, seppure solo per la differenza reti. Certo, nulla è fatto, ci mancherebbe altro. Fermarsi adesso sarebbe peccato mortale. Lo sanno benissimo i ragazzi, che da qualche settimana hanno preso un ritmo da crociera che fa ben sperare. Sei partite, 12 punti. O se preferite, 3 partite 9 punti. E tutti conquistati contro squadre che in classifica se la passano benone. La vittoria di Basilea è arrivata “avec la manière”, come si dice in francese. Primo tempo di controllo, secondo di predominio e stoccata finale. È sembrata una partita gestita da 11 volponi, non da una squadra dall’età media di 22 anni o poco più. Ed è questo che fa ben sperare, ossia l’evoluzione del mentale dei nostri, che da squadra sprecona ed ingenua si è trasformata in compagine cinica e scafata. Questa trasformazione è passata, purtroppo, inosservata da gran parte dei media locali. Si contano sulle dita di una mano le redazioni che s’interessano ai nostri destini. Molti di più quelle che preferiscono ignorarci. Noi continuiamo a lavorare, nell’ombra, ma nella certezza di stare dando il massimo. Appunto per il rispetto del nostro lavoro, abbiamo deciso di non mandare il consueto pezzo di commento alla partita della Schützenmatte ai quotidiani ticinesi. Perché era ora che ci facessimo sentire. E il silenzio ci è parsa la migliore arma.